Zucconi all’inaugurazione del nuovo polo scolastico dell’ISI Marconi
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Il trionfo del caos e dell'inefficienza! Lucca sprofonda ancora una volta nella disperazione, ostaggio di una manifestazione mastodontica che calpesta la vita quotidiana dei cittadini. Questi giorni di festa stanno dimostrando al mondo intero cosa significa organizzare un evento di portata globale calpestando la qualità della vita: regole ignorate o inesistenti, una gestione disastrosa della sosta con un sacco di parcheggi liberi ma inspiegabilmente inaccessibili ai residenti, e un’atmosfera per le strade intrisa di disagi, traffico caotico e frustrazione profonda da parte di chi in questa città vive tutto l’anno. L’amministrazione comunale, con in testa il Sindaco e la sua Giunta, ha firmato un disastro organizzativo, guidando la città con una visione miope e piegandola agli interessi di una fiera snaturata e ormai simbolo di un consumismo sfrenato.
A pagare il prezzo di questa megalomania sono soprattutto i servizi essenziali: la chiusura forzata di scuole e asili nido su tutto il territorio comunale paralizza le famiglie, mentre le difficoltà di accesso alle cure per chi deve fare esami o terapie urgenti diventano un calvario quotidiano. Una situazione aggravata da una concentrazione di tutti i servizi e delle forze dell'ordine — con l'impiego massiccio che ha occupato tutti i vigili, i poliziotti, i carabinieri e gli operatori — unicamente sulla fiera, lasciando sguarnito il resto della città. È uno sperpero inaccettabile di risorse pubbliche per qualcosa che, alla stragrande maggioranza delle famiglie, costa solo sacrifici, disagi e bollette salate da pagare.
Eppure, persino davanti a un disastro così evidente e insostenibile, non manca chi tenta di minimizzare la protesta. C'è chi vorrebbe giustificare questo carrozzone fuori controllo, sognando una Lucca svenduta al turismo mordi-e-fuggi, immobile di fronte ai bisogni reali dei suoi abitanti e chiusa alle vere priorità della comunità. Ma una grande città d'arte non si tutela riducendola a un parco giochi commerciale: la vera grandezza sta nel difendere i diritti di chi la abita, dimostrando che il benessere e la vivibilità quotidiana devono camminare mano nella mano. Lucca non ha bisogno di eventi calati dall'alto che paralizzano il territorio, ma di tornare a respirare e a brillare per i suoi cittadini.
Non so cosa dire. Fa abbastanza ridere commenti di questo genere considerati i soldoni fumanti che Lucca intera si porta a casa grazie a questa fiera. Ci si lamenta sempre invece di guardare gli aspetti positivi e - la parte più bella - non si argomenta mai ma si sciorinano le proprie opinioni passandole per verità assolute.
Cara Simona ma lei ha mai visitato le mostre che cita ? La mostra di Venezia - città ormai divorata dal turismo - si svolge all'Arsenale: evidentemente non c'è mai stata se no non avrebbe usato questo paragone. A Venezia si guardano bene dal riempire quella meravigliosa città di tendoni di plasticaccia bianca o di chiudere l'accesso alla città o di far subire ai Veneziani quello che viene imposto a noi lucchesi. Quindi le suggerisco prima di fare paragoni insensati (anche perché Venezia è enorme paragonata a Lucca, tra l'altro), ci vada e si goda le mostre che ha citato, sono davvero belle, così capirà la differenza con quello che accade a Lucca.
Anonimo - 31/10/2026 08:16
Carissima, anche io a Lucca ci vivo. Sul crederci non lo so più, comunque nessuno qua vuole abolire i Comics per carità, ma soltanto andrebbero collocati altrove, in un' area appositamente dedicata fuori le Mura lasciando in città solo le mostre o gli incontri con gli autori etc...a Cannes, glielo dico per esperienza diretta, la città non si blocca totalmente come qua, le scuole restano aperte etc...perché tutto è concentrato sulla Croisette. Quindi mi spiace ma il paragone è del tutto fuori luogo. E mi sa che lei a Lucca non ci vive se no saprebbe che i disagi durano un mese prima e uno dopo per chi ci abita, ma non solo. Chi sta nell' immediata periferia, anche gli anziani, sono reclusi in casa a forza perché impossibilitati ad accedere al centro o semplicemente a spostarsi. Per non parlare delle difficoltà di visitare i cari estinti, né a S. Anna né in altri cimiteri... Insomma bisognerebbe semplicemente prendere atto che il troppo stroppia, anzi ha stroppiato già e che venissero presi provvedimenti concreti per migliorare la mostra mercato e la vita di chi a Lucca ci vive davvero.
Anonimo - 31/10/2026 08:09
Non c'è peggior sordo di chi si tappa le orecchie.
Sono anni che su questo blog si esplorano tutte le possibilità (e sono moltissime) per cui questa, ed altre manifestazioni potrebbero benissimo essere gestite diversamente SENZA che la città debba rinunciarvi e "chiudersi in se stessa", ma alleggerendo un po' il centro storico ed eliminando così tutte le negatività, le storture e le sofferenze per i residenti.
Soluzioni fattibilissime e che non toglierebbero nulla alla partecipazione del centro.
L'altra sera per caso ci siamo trovati a cena in un locale con Michael Bendis, persona simpaticissima, che ricordava come anni fa la manifestazione fosse "much smaller" e scherzando gli ho risposto che negli ultimi anni LC&G "has grown like a cancer".
Poi ho raccontato l'episodio del reality show con le enormi palle che rotolavano per le vie del centro, lui e la sua signora si sono messi a ridere.
Se la simpatica Simona, il prof Xavier e altri si ostinano ancora a scrivere che così va tutto bene, che tutto è normale, che chi si lamenta di tutto ciò non ama la città (l'elefantiasi degli eventi, lo scarso rispetto per i residenti, un problema che salta agli occhi persino degli ospiti stranieri) come al solito, delle due l'una: o è in malafede o non ci ha capito un piffero,
Firmato da uno che a Lucca ci vive e ci crede e da sempre ai Comics ci va.
Leggere certe lettere anonime fa sorridere. Il Lucca Comics non è un corpo estraneo calato dall'alto, è Lucca. Quello che per qualcuno sono "disagi", per questa città è vita. Sono le strade piene, i negozi che lavorano, i ragazzi che hanno un motivo per restare, gli artisti che scelgono Lucca invece di Milano, Parigi o Tokyo. Sono migliaia di giovani che vedono nella nostra città un punto di riferimento, non un paesino addormentato. Lucca ha il coraggio di vivere, di riempirsi, di fare rumore, di essere contemporanea. Certo, organizzare un evento globale comporta fatica, traffico, cambiamenti per qualche giorno. Ma chiamarlo "disastro" significa non capire nulla di cosa sia un grande evento internazionale. Significa non vedere l'indotto per le famiglie, per i commercianti, per i ristoratori, per gli alberghi, per tutti quei lucchesi che grazie al Comics incentivano il loro lavoro. Scuole chiuse? Servizi concentrati? È quello che succede in ogni città al mondo quando ospita qualcosa di grande. Succede a Cannes con il cinema, a Venezia con la Mostra, a Monaco con l'Oktoberfest. Nessuno lì si sogna di dire che la città è ostaggio. Anzi, ne sono orgogliosi. Lucca non ha bisogno di tornare a "respirare" chiudendosi in se stessa. Ha bisogno di continuare a brillare, di essere viva, accogliente, aperta al mondo. E il Comics è la dimostrazione più grande che Lucca non è una bella bomboniera da tenere chiusa in un cassetto, ma una città che ha ancora voglia di futuro. A chi si lamenta, dico con rispetto, che forse non si rende conto del valore di ciò che abbiamo. Lucca è viva, e questa è una fortuna, non una condanna!
Simona C. - 31/10/2026 01:31
Spiegato con chiarezza: bravo! Ma, a quanto pare, lo Zeitgeist è questo. Distruzione allegra, godereccia e spensierata di quanto restava della nostra civiltà. Una mandria di adulti immaturi, vestiti da Puffi, che gonfiano le tasche di grandi major e di piccoli venditori di porchetta, polverizzando una città storica, con il suo ormai inutile patrimonio storico artistico e i suoi ancora più inutili abitanti. Pace!
Anonimo - 30/10/2026 22:24
Leggere certe affermazioni lascia davvero meravigliati. Lucca Comics è una manifestazione conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, un evento che porta la nostra città sotto i riflettori internazionali e che rappresenta un motivo di orgoglio per Lucca e per i suoi cittadini.
Dietro tutto questo c'è un lavoro enorme, fatto di passione, amore per la città, serietà e capacità organizzativa. Il sindaco ha messo in campo una macchina organizzativa importante, coinvolgendo tante persone e realtà che lavorano per garantire il successo e la sicurezza della manifestazione.
È evidente che un evento di questa portata comporti qualche inevitabile disagio, ma non si può ignorare tutto il valore che porta al territorio, alle attività commerciali, al turismo e all'immagine della città.
Il mondo guarda Lucca, ne parla e la ammira. E migliaia di persone arrivano da ogni parte per vivere un'esperienza straordinaria.
Criticare è legittimo, ma sarebbe altrettanto giusto riconoscere l'impegno, la professionalità e l'entusiasmo di chi ha reso possibile tutto questo. Un po' più di obiettività e di orgoglio per la nostra città non guasterebbero affatto!
Purtroppo conoscendo il tipo, ho un parente stretto di quel 'tipo',
anche in questo caso ineluttabilmente vale l'antico detto popolare
VINCE CHI FUGGE (naturalmente chi riesce a fuggire).
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