Trebesto finché campo
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Il militante di CasaPound che - per grazia ricevuta - ricopre le cariche di assessore allo sport e vicesindaco del Comune di Lucca, mister "mai negato di essere fascista", giura che alla base della revoca della concessione alla Popolare Trebesto non ci sono motivazioni politiche.
Non ne dubitiamo.
In fin dei conti Fabio Barsanti ha sempre svolto il proprio ruolo senza faziosità, con misura e rispetto per tutt3. Lo dimostra, oltre alla partecipazione alla "Curva ovest fest 2024", organizzata dagli ultras neofascisti "Quei Bravi Ragazzi" (dove ascoltò in religioso silenzio l'intervento del picchiatore fascista latitante Andrea Palmeri, in collegamento dal Donbass), anche - e soprattutto - la polemica che innescò nel 2025 con i dirigenti e i tifosi del Ghiviborgo, i quali - agli occhi dell'assessore - si erano macchiati di un atto gravissimo: aver esposto uno striscione di benvenuto per i tifosi avversari del Livorno. Di seguito la replica della società sportiva a Barsanti: "Stupisce che un assessore allo sport, per giunta del Comune capoluogo, che dovrebbe essere portatore di processi educativi e votato al rispetto dei valori etici che generarano reciproca fiducia e favoriscono la coesione sociale, con un post su facebook definisca "imbarazzante" l'accoglienza ai tifosi livornesi da parte della società sportiva del Ghiviborgo che, proprio in un'ottica socio-educativa, ha organizzato un terzo tempo prima della partita offrendo ai supporters ospiti le nostre specialità gastronomiche che sono il nostro biglietto da visita(...). All'assessore al Comune di Lucca citiamo Enzo Bearzot, un padre nobile del calcio mondiale: "Non diamo la colpa ai ragazzi di oggi per le violenze che si ripetono: siamo noi ad aver perso poco alla volta, anche nello sport, la capacità di educare".
Caro sindaco, siamo figlie o figliastre?
Ci dicono che la decisione di far decadere, senza alcun preavviso e senza possibilità di proroga, la concessione dello Stadio Bardo di Sorbano che ci ospita da sei anni, sia una questione di “applicazione delle regole”, di trattamenti alla pari, di non fare “figli e figliastri”.
Noi allora torniamo a rivolgerci a lei, sindaco Mario Pardini - Sindaco di Lucca. Davvero la Popolare Trebesto è stata trattata al pari delle altre società sportive? Ci sta dicendo che tutte le realtà del territorio lucchese che hanno tentato di stabilire un dialogo con l’Amministrazione sono state ignorate per anni? Se siamo figlie, e non figliastre, se questo quindi è il trattamento riservato a tutti, allora questa giunta ha dei seri problemi di trasparenza nei confronti dei suoi cittadini.
Eppure noi abbiamo motivo di dubitare che sia questo il caso. E abbiamo diversi motivi per sentirci un po’ “figliastre”. A partire dall’inaspettata decisione dell’AC Luccasette di ritirarsi dalla concessione prima della scadenza. In concomitanza con la notifica di rinuncia allo Stadio Bardo, il Luccasette ha ottenuto l’organizzazione di un torneo allo Stadio Porta Elisa. Negli stessi giorni, il Comune ha candidato proprio il loro impianto di San Concordio a un investimento pubblico da 3,5 milioni di euro. Converrà con noi, signor sindaco, che il tutto avviene con tempistiche quantomeno singolari. E che, quando c’è la volontà politica, la macchina amministrativa sa essere sorprendentemente rapida ed efficiente.
Per dimostrare di non voler fare “figli e figliastri”, si va addirittura a scomodare un presunto precedente: l’Aquila Sant’Anna privata nel 2023 del campo di via Matteotti dopo la rinuncia dell’altra concessionaria a cui era venuto a mancare il presidente. Peccato però che il campo di via Matteotti fosse il secondo campo dell'Aquila Sant'Anna, la cui attività sportiva è proseguita presso il loro impianto principale, quello di Via del Tiro a Segno. Tra l'altro esempio infelice quello scelto dall'Amministrazione, dato che quel campo giace inutilizzato e abbandonato da due anni.
Invece i nostri iscritti e iscritte, che fra meno di 20 giorni dovrebbero iniziare la propria preparazione atletica, nelle intenzioni del Comune dovranno restare senza spazio e senza uno straccio di alternativa. Semplicemente senza la possibilità di fare sport. E con un bell’ “arrangiatevi” come unica forma di dialogo. Ci scusi sindaco @Mario Pardini, ma noi alla luce di tutto questo ci sentiamo un po’ “figliastre”.
La continuità delle attività sportive non è un favore concesso a un'associazione, ma una responsabilità delle istituzioni nei confronti di cittadine e cittadini. Per questo chiediamo la proroga della concessione dello Stadio alla Popolare Trebesto, fiduciose in una tempestiva risposta del sindaco. Ribadiamo la nostra ferma volontà di continuare a prenderci cura di questo spazio con la passione con cui lo facciamo da sei anni e di continuare ad animarlo con tutte le diverse attività che lo hanno reso uno spazio di sport, aggregazione e socialità.
Concludiamo ringraziando tutte le realtà sportive e non, che da Lucca e da tutta Italia ci hanno dimostrato solidarietà. Crediamo da sempre nell'importanza del fare rete nelle lotte dal basso, per questo invitiamo tutte le persone che hanno a cuore la Trebesto a un'assemblea aperta in data 17 agosto presso lo Stadio Bardo.
Da Facebook
#trebestofinchecampo