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  • 23/09/2026 23:41

PAZIENTE PSICHIATRICO DA IN ESCANDESCENZE IN PSICHIATRIA A PISA:

PAZIENTE PSICHIATRICO DA IN ESCANDESCENZE IN PSICHIATRIA A PISA: SI STA LAVORANDO PER TROVARE LA SOLUZIONE MIGLIORE L’Azienda USL Toscana nord ovest sta lavorando in queste ore, insieme all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Pisa e in costante contatto con il magistrato di sorveglianza, per trovare la soluzione migliore per la sicurezza dei degenti, degli operatori sanitari e dello stesso paziente che questa mattina ha dato in escandescenze e ha provocato danni ingenti all’interno dell’SPDC di Pisa in Santa Chiara. L’Asl e l’AOUP sono vicini al personale medico e infermieristico dell’SPDC di Pisa, diretto da Simona Elmi, che questa mattina si è trovato a gestire - e lo ha fatto con la consueta professionalità – questo caso assai complesso. Sono intervenuti sul posto gli agenti della Polizia e quelli della Polizia penitenziaria, che si sono adoperati per calmare l’uomo e per riportare la situazione sotto controllo. Il paziente è rimasto fino al pomeriggio da solo all’interno della struttura (gli altri pazienti erano stati nel frattempo spostati per evitare contatti o altre problematiche), sempre piantonato dagli agenti della Polizia penitenziaria. Vista questa situazione di criticità, il personale della Psichiatria di Pisa non ha potuto gestire eventuali urgenze provenienti dal Pronto soccorso di Cisanello, per le quali è stata prevista una diversa organizzazione. Nel caso specifico il paziente, messo di fronte all’obbligo di legge di tornare in REMS a Volterra, da dove proveniva, ha avuto questa crisi comportamentale che lo ha portato a provocare danni rilevanti in SPDC. Adesso si sta dunque cercando di individuare la soluzione più adeguata alle circostanze e alle esigenze degli altri utenti e degli operatori. Per quanto riguarda la questione della sicurezza, al di là di questa grave specifica situazione, si fa presente che sono stati fatti importanti passi avanti. Tra i principali, l'installazione di pulsanti di chiamata rapida in caso di aggressione e un' accordo tra Asl e AOUP per l'intervento delle guardie giurate. Oltre, naturalmente, alla formazione, al protocollo operativo con la Prefettura ormai vigente dal 2024 e a varie migliorie strutturali che sono state apportate negli ultimi mesi.

I commenti


Pisa, 24 settembre 2026 – La paura non è una parola astratta. È quella che raccontano da settimane, se non mesi, anche attraverso le nostre pagine, medici, infermieri e operatori del reparto di psichiatria del Santa Chiara di Pisa. Lo stesso reparto dove lavorava Barbara Capovani, la psichiatra uccisa nell’aprile 2023 all’uscita dal servizio da un uomo che era stato ricoverato proprio in quelle stanze anni prima. Ieri quella tensione è esplosa di nuovo: un paziente, responsabile di omicidio, ha danneggiato il reparto e minacciato personale e degenti, costringendo la polizia a intervenire.

La crisi
L’Azienda Usl Toscana Nord Ovest ha ricostruito l’origine della crisi: l’uomo avrebbe reagito dopo essere stato messo di fronte all’obbligo di legge di rientrare nella Rems di Volterra da cui proveniva. Gli altri pazienti sono stati allontanati e spostati nel reparto femminile, mentre per ore il reparto, guidato da Simona Elmi (a lei e a tutto il personale è andata la solidarietà dell’Asl) non ha potuto ricevere eventuali urgenze dal pronto soccorso di Cisanello.


Ma perché si è arrivati a questo punto e cosa ci fa un uomo condannato per omicidio in un reparto dell’ospedale pisano? Per le organizzazioni sindacali, che da settimane denunciano difficoltà nella gestione del paziente, arrivato da Volterra insieme ad altri 6, e ripetute minacce agli operatori, il problema è nei posti disponibili nelle Rems, che scarseggiano. Negli ultimi giorni, secondo quanto appreso, molti infermieri hanno paura di andare al lavoro dove devono fronteggiare le minacce dell’uomo. Il paziente è stato infatti accusato dell’omicidio di Halim Hamza, parrucchiere di 32 anni ucciso a Pisa nell’agosto 2022, assolto per vizio di mente, ma sottoposto alla misura della Rems.


Il caso pisano
Il caso pisano, come successe per l’omicidio di Capovani, apre una riflessione nazionale. Il sindacato Nursing Up, richiamando uno studio pubblicato nel 2025 sulla rivista Healthcare, sottolinea che il 36,2% degli episodi di aggressione analizzati avviene nei servizi psichiatrici, contro il 33,4% del pronto soccors. Gli infermieri rappresentano il 76,6% dei professionisti coinvolti.

Alfredo Sbrana, direttore della Rems di Calice al Cornoviglio ed ex direttore della Rems di Volterra, conosce il paziente. “Questo tipo di pazienti pericolosi - ha spiegato - devono essere gestiti nell’articolazione della salute mentale in carcere, dove il personale è composto da poliziotti e non da medici e infermieri. Servono posti nella salute mentale del carcere, perché se carichi le Rems di persone ingestibili, il personale che non è strutturalmente adeguato, le ributta sull’Spdc, che è ancora meno attrezzato”.


Sul caso è intervenuto infine anche il senatore della Lega Manfredi Potenti, che ha annunciato un’interrogazione urgente ai ministeri della Giustizia e della Salute. “I sanitari dell’Spdc dell’ospedale Santa Chiara di Pisa sono allo stremo e giustamente preoccupati per la loro incolumità”. Potenti chiede che Pisa possa diventare “una città pilota” per individuare soluzioni condivise a livello nazionale.


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2022
Pisa, accoltellato a morte: l'omicida era stato arrestato dieci volte
Il 37enne Mourad Talbi non aveva rispettato il foglio di via. Ora è in carcere



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Pisa, 9 agosto 2022 - E’ stato già arrestato oltre dieci volte e in passato ha ricevuto un foglio di via, che avrebbe dovuto ottemperare entro 5 giorni dalla notifica e che è rimasto disatteso, per questo è stato denunciato. L’arresto per l’irregolarità sul territorio è previsto solo nel caso in cui la persona sia stata già espulsa e sia rientrata in Italia prima di 5 anni.

Omicidio del barbiere Halim Hamza, 32 anni, all’esterno del suo negozio in via Corridoni, conosciuto da tanti nel quartiere ancora scioccato: l’uomo, che si è presentato poco dopo alla caserma dei carabinieri per costituirsi ("Sono stato io"), è arrivato una decina di anni fa nel nostro Paese, qui a Pisa non ha una dimora fissa, ma è conosciuto dalle forze dell’ordine perché accusato più volte di spaccio, resistenza e lesioni. Domenica sera, alla presenza del suo avvocato Massimo Parenti e del pm Egidio Celano, si è tenuto un primo interrogatorio durante il quale il 37enne di origini tunisine (è di al-Qayrawan) Mourad Talbi avrebbe reso dichiarazioni deliranti. Facendo escludere l’ipotesi della rapina.

La vittima è tra l’altro incensurata. Oscure restano dunque ancora le motivazioni. L’uomo avrebbe raccontato, dopo tre notti insonni, di aver preso il coltello, poi ritrovato a pochi passi dal corpo di Halim, padre di due bambini piccolissimi, in un negozio gestito da cinesi vicino a Massa.

Gli viene al momento contestata la premeditazione. Un solo colpo, senza alcuna parola come giustificazione, con una lama di 20 centimetri che avrebbe inferto in silenzio al negoziante nato in Marocco morto poco dopo, nonostante la lunga rianimazione dei soccorritori della Pubblica assistenza di Pisa.

Testimoni, il collega di Halim (chiuso nel silenzio) e le telecamere: ce ne sono molte nella zona vicino alla Stazione. Anche se la dinamica sarebbe chiara, è il movente, al momento, che non lo è. Talbi avrebbe citato presunte violenze in passato che avrebbe subito ma il contesto non è delineato. Avrebbe riferito di avere agito così per accendere i riflettori su una presunta vicenda di abusi di cui sarebbe rimasto vittima da parte di un conoscente del padre ucciso.

Al termine dell’interrogatorio è stato condotto nel carcere Don Bosco in attesa della convalida. In passato, si era già presentato alla polizia con della droga per porre l’attenzione sul suo racconto. L’uomo ha problemi di tossicodipendenza. Sul suo profilo facebook, ha pubblicato, fra l’altro, una foto della Torre di Pisa con scritto "forever", poi una data del trasferimento a Grosseto, nel 2021.

Ora la polizia - segue le indagini la squadra mobile - dovrà approfondire il rapporto tra i due, il barbiere e il 37enne. Si conoscevano. Per chi frequenta la Stazione il parrucchiere Dawdi è popolare, tanto che Halim era noto un po’ a tutti. E allora che cosa è accaduto domenica pomeriggio? Qualcosa che ha a che fare con il passato die due o con i pensieri di Talbi?



uno - 24/09/2026 18:47

da PIsa spaccato tutto reparto ed ora a Lucca che fara' ???

francesca 77 - 24/09/2026 18:23

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