UN EVENTO DA GOVERNARE
UN EVENTO DA GOVERNARELucc ...

UN EVENTO DA GOVERNARE
Lucca Comics ha un rapporto di filiazione con la città che lo ospita, ma la sua crescita ha progressivamente accentuato il contrasto con le esigenze vitali di un centro storico, caratterizzato da limiti fisici, necessità di tutela del patrimonio e permanenza delle funzioni residenziali.
Occorre riflettere su questa contraddizione, perché siamo di fronte a un fenomeno culturale che trae origine proprio dalla capacità attrattiva e dall’identità di Lucca, ma che, per le dimensioni raggiunte, rischia di compromettere alcuni degli equilibri che rendono possibile la vita della città.
Lucca Comics non è un evento qualsiasi, ospitato in un contenitore urbano indifferente. Le mura, le piazze, le strade e la dimensione raccolta degli spazi storici contribuiscono in maniera determinante all’esperienza collettiva. La città diventa parte della rappresentazione, quasi una scenografia vivente.
Ma ciò che rende Lucca così attraente è anche ciò che la rende fragile.
Un centro storico non è soltanto un patrimonio architettonico da conservare, né una risorsa da sfruttare economicamente. È un organismo complesso, nel quale devono convivere residenza, lavoro, commercio, servizi, relazioni sociali, fruizione degli spazi pubblici e attrattività turistica. La sua qualità dipende da equilibri che si costruiscono e si mantengono nel tempo.
Un grande evento risponde invece a una logica differente: concentrare in pochi giorni il massimo di partecipazione, visibilità e intensità delle esperienze.
La città ha bisogno di continuità, l’evento vive di eccezionalità.
La contraddizione emerge quando l’eccezione assume dimensioni tali da condizionare sistematicamente il funzionamento ordinario della città.
Non si tratta soltanto dell’affollamento nei giorni della manifestazione. Occorre considerare l’occupazione e la trasformazione temporanea degli spazi pubblici, le installazioni, la logistica, l’accessibilità delle abitazioni, le attività economiche e la progressiva specializzazione commerciale. E soprattutto distinguere gli effetti temporanei da quelli che rischiano di diventare strutturali.
Qui si manifesta il pericolo di un’inversione del rapporto originario: è la città che ha reso possibile e riconoscibile l’evento, ma con la crescita della manifestazione è la città che rischia di essere progressivamente adattata alle esigenze dell’evento.
Il successo di Lucca Comics non può quindi essere assunto automaticamente come misura del beneficio per Lucca. Sono due grandezze differenti, che possono coincidere soltanto entro determinate condizioni.
Una manifestazione può avere un enorme valore culturale, sociale ed economico e contemporaneamente produrre pressioni che richiedono limiti, valutazioni e capacità di governo.
Il punto non è mettere in discussione il valore di Lucca Comics, ma evitare che il suo successo diventi una giustificazione sufficiente per ogni ulteriore espansione.
Occorre perciò superare una concezione della capacità di accoglienza fondata prevalentemente sul numero massimo di partecipanti consentito dalle condizioni di sicurezza.
La capacità di un centro storico di sostenere un grande evento non coincide con la quantità di persone che possono fisicamente entrarvi. Deve essere valutata anche rispetto alla funzionalità urbana, alla tutela del patrimonio e alla qualità della vita dei residenti e anche alla sicurezza degli eventi che ospita.
Servono criteri e indicatori verificabili: accessibilità, mobilità, occupazione degli spazi pubblici, effetti sulle attività ordinarie, conservazione dei luoghi, continuità delle funzioni residenziali e conseguenze delle trasformazioni commerciali.
Non è dunque una questione di essere favorevoli o contrari a Lucca Comics. È una questione di compatibilità tra un fenomeno straordinario e un organismo urbano che deve continuare a vivere ordinariamente.
Esiste anche un paradosso culturale sul quale varrebbe la pena riflettere.
Lucca Comics esprime bisogni profondamente umani di creatività, libertà, socializzazione e appartenenza. Ma una città storica abitata dovrebbe essere essa stessa un luogo capace di offrire quotidianamente opportunità di relazione, espressione culturale e qualità della vita.
Sarebbe paradossale se una manifestazione che celebra queste esigenze finisse, per effetto delle proprie dimensioni, per comprimere proprio alcune delle condizioni che le rendono possibili nella vita quotidiana.
Lucca Comics deve continuare a essere figlio della città, non la città figlia di Lucca Comics.
Il futuro della manifestazione non deve necessariamente coincidere con una continua crescita quantitativa. Può essere immaginato come un processo di maturazione qualitativa, di migliore articolazione degli spazi, di maggiore integrazione con la vita culturale cittadina e di più attenta considerazione dei limiti del centro storico.
Governare significa anche riconoscere questi limiti, valutare le conseguenze delle scelte e stabilire priorità nell’interesse generale della città.
È necessario superare la contrapposizione sterile tra chi considera Lucca Comics una risorsa intoccabile e chi lo percepisce prevalentemente come un’invasione.
La questione non è scegliere tra la manifestazione e la città, ma costruire le condizioni perché possano continuare a valorizzarsi reciprocamente, senza che l’una comprometta la vitalità dell’altra.
È possibile immaginare un modello nel quale il successo di un grande evento non venga misurato dalla quantità di città che riesce a occupare, ma dalla qualità della relazione che riesce a stabilire con essa?
Dobbiamo individuare i limiti, i criteri e gli strumenti concreti per governare il rapporto tra i grandi eventi e la vitalità urbana della città.
Elvio Cecchini
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