Difendere Lucca: “No a privatizzazioni, l’ex Manifattura resti pubblica”
Difendere Lucca: “No a privatizzazioni, l’ex Manifattura resti pubblica”
“L’area
dell’ex Manifattura Tabacchi deve restare pubblica: confrontiamoci
sulla sua destinazione con tutte le componenti cittadine, partendo dal
mantenimento della proprietà nelle mani del Comune di Lucca”. Lo chiede
Difendere Lucca, lista di maggioranza in Consiglio comunale,
intervenendo sul futuro dell’area dopo lo stop al progetto per
realizzarvi un hub musicale.
“È uno stop che
genera rammarico – spiega il movimento – perché l’ipotesi di
rigenerazione urbana avanzata da Polimea andava nella direzione di
recuperare una porzione vitale del centro storico. Resta da capire se il
progetto possa essere realizzato attraverso un partenariato
pubblico-privato. In caso contrario, è opportuno voltare pagina”.
Difendere
Lucca ribadisce la necessità di mantenere pubblica la proprietà
dell’area, in continuità con la posizione assunta durante il secondo
mandato Tambellini. “Ci siamo sempre opposti alle ipotesi di
privatizzazione e riteniamo grave l’errore della precedente
amministrazione, che ha venduto a un privato una porzione della
Manifattura, frazionandone la proprietà. Quanto del complesso è ancora
pubblico deve restare tale: nessuno spazio alla vendita ai privati. L’ex
Manifattura rappresenta oltre un quarto del centro storico e affidarla a
soggetti privati sarebbe inaccettabile. Altra cosa è sviluppare
sinergie con i privati”.
Sul futuro dell’area,
il movimento propende per un percorso partecipato e invita a valutare
diverse ipotesi, tra cui destinare una parte a parcheggio pubblico e il
resto agli uffici comunali, comprese le società partecipate.
“Bene
il Consiglio comunale aperto e l’ascolto di ogni proposta – conclude
Difendere Lucca – ma occorre partire dalle reali esigenze della città.
Dopo vent’anni di tentativi falliti serve concretezza. Il trasferimento
degli uffici comunali e la realizzazione di un parcheggio pubblico
potrebbero portare benefici economici e organizzativi, anche attraverso
la cessione di alcuni palazzi”.