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  • 04/09/2026 16:14

LA VISIONE DEL FUTURO SI BASA SUI DATI

LA VISIONE DEL FUTURO SI BASA SUI DATI


Le nuove proiezioni ISTAT ci dicono che l’Italia potrebbe perdere circa 13 milioni di abitanti entro il 2080.


Ma il dato più importante è che diminuiranno soprattutto i giovani e le persone in età lavorativa, mentre aumenterà progressivamente il peso della popolazione anziana.


Anche Lucca dovrà confrontarsi con questa trasformazione.


Per questo credo che la discussione sulla variante al Piano Strutturale e sul POC non possa essere separata dalla realtà demografica.


Non possiamo continuare a progettare la città utilizzando categorie del passato, come se la crescita della popolazione fosse un dato acquisito. È anche questo il senso delle direttive urbanistiche regionali: orientare le trasformazioni verso un uso più razionale del territorio.


Appare quindi sempre meno coerente continuare a consumare suolo inedificato quando la prospettiva è quella di una progressiva riduzione della popolazione.


Il futuro urbanistico di Lucca non può essere costruito sulla quantità, ma sulla qualità.


Meno consumo di suolo.

Più rigenerazione urbana.

Più recupero del patrimonio esistente.

Più servizi di prossimità.

Più qualità dello spazio pubblico.

Più attenzione alle esigenze abitative dei giovani e degli anziani.


E soprattutto più mobilità pubblica, che richiede anche di ricompattare le aree urbane attraverso interventi di rigenerazione, demolizione e ricollocazione dei volumi lungo gli assi infrastrutturali e di trasporto pubblico.


Una città più compatta e meglio servita può infatti rendere più efficiente il trasporto pubblico, ridurre la dipendenza dall’auto e migliorare la qualità urbana.


Occorre quindi progettare e costruire le condizioni per una città capace di attrarre e trattenere giovani, competenze e nuove attività economiche.


Dentro questa prospettiva dobbiamo discutere anche della Manifattura.


Non è soltanto un grande contenitore immobiliare da valorizzare: è una delle poche occasioni che Lucca ha per costruire una parte della città del futuro.


Un patrimonio urbano di quelle dimensioni non può essere considerato soltanto come una quantità di metri quadrati da valorizzare economicamente.


Deve essere valutato per la capacità di rispondere ai bisogni di Lucca nei prossimi decenni: giovani, formazione, cultura, innovazione, lavoro, servizi e socialità.


La domanda, allora, non è semplicemente come riempire gli spazi che abbiamo, ma come riorganizzare gli spazi, le funzioni e la mobilità di Lucca in funzione della città che avremo.


È da questa consapevolezza che dovrebbe partire una vera visione urbanistica per Lucca.

I commenti

"......Un patrimonio urbano di quelle dimensioni non può essere considerato soltanto come una quantità di metri quadrati da valorizzare economicamente. Deve essere valutato per la capacità di rispondere ai bisogni di Lucca nei prossimi decenni: giovani, formazione, cultura, innovazione, lavoro, servizi e socialità.....".

Bene caro Elvio, abbiamo capito, non siamo duri come pigne, anche perché, con più o meno eleganza architettonico/politica siete in tanti che, da anni, raccontate questa cosa. Vogliamo cominciarlo il processo di valutazione o siamo condannati a rimanere per altri decenni alle belle intenzioni architettonico/urbanistico/politiche???? Smetta di ripetere il verbo. Ripetere il verbo andava bene per demolire COIMA/Fondazione, ma non serve né per decidere cosa fare del ruderone, né per trovare le montagne di soldi che servono per restauri e successivo funzionamento di "........giovani, formazione, cultura, innovazione, lavoro, servizi e socialità....". Su Elvio, faccia uno sforzo e provi a concretizzare perché dopo 20 anni di socialità e menate simili se non si vuole andare verso il collasso strutturale occorre concretezza. Lo capisco che in Italia per le belle enunciazioni siamo gli assi di briscola, ma tra un'elegante dissertazione architettonica e l'altra il tetto del marcio mostro comincerà a crollare!!!

Anonimo - 05/09/2026 02:07

Ve lo dico io cosa dovete fare: copiare quello che è stato fatto in altre città, non ci vuole una intelligenza superiore ma l’umiltà di dire che non siete capaci. Allora vi suggerisco di copiare, esempio….lex carcere delle Murate a Firenze, o altre realtà. Fateci delle case popolati, invece di tante chiacchiere.

Anonimo - 04/09/2026 19:47

Ci sono dei limiti che non si possono oltrepassare.
Ci sono delle priorità che non possono essere nascoste sotto il tappeto frusto dei sorrisi Durban's e degli aperitivi (Aperitivi? Sì.. "Col Sindaco"!)
Abbiamo atteso pazientemente per decenni, sperando invano che un minimo senso della decenza si facesse strada nei nostri amministratori, di qualunque colore politico fossero, ma ora basta.
Cosa si aspetta a introdurre quel minimo di civiltà che ci si attende da una città che ha fatto dell'accoglienza turistica una missione?
Con che coraggio si guardano negli occhi gli ospiti che arrivano da tutto il mondo e vedono che noi, noi stessi non abbiamo, per noi stessi, una soglia di qualità della vita?
Basta, io sono stanco, stufo, e tutto questo non lo accetterò più.
E' ora di svegliarsi e di dirlo forte e chiaro...
VOGLIAMO NEL CENTRO STORICO UN GRANDE MAC DONALD COME DIO COMANDA !!!

JD - 04/09/2026 18:36

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